Comunicato Stampa P.A. Croce Verde Asti.
La Croce Verde di Asti ha deciso di difendersi. Sembra un paradosso, ma i volontari di un'associazione, da cento anni accanto ai cittadini, desiderano difendersi dalle infamanti offese che sono state mosse loro durante le ultime settimane.
La Cgil, intervenuta in seguito al licenziamento di un dipendente, pare abbia ora abbandonato l'originario ruolo sindacale per interpretare un insolito quanto incredibile balletto mediatico, caratterizzato da indiscriminati ed ingiustificati attacchi a una delle più vecchie e amate associazioni cittadine di volontariato.
Si ritiene opportuno sottolineare che la P.A. Croce Verde Asti è giunta alla decisione di licenziare il dipendente in seguito a 18 mesi di trattative e tentativi di accordo con il dipendente stesso, rifiutatosi ripetutamente di rispettare le delibere consigliari prese in piena legittimità dal Consiglio Direttivo, applicabili sia ai volontari che ai dipendenti, delibere resesi necessarie per la risoluzione di problemi di gestione interna dell'Associazione. L'aggravarsi della situazione, causato dalle irremovibili posizioni del dipendente, ha costretto il Consiglio Direttivo a procedere a malincuore al licenziamento.
La Croce Verde non è avvezza a difendersi, forse perché ha trascorso gli ultimi cento anni occupandosi esclusivamente del bene degli astigiani, avvalendosi del servizio incessante, diurno e notturno, di persone che sottraggono tempo alle proprie famiglie e lo dedicano a chi ne ha più bisogno, senza fare alcuna differenza politica e ideologica.
Sono quegli stessi volontari oggi, indignati, disgustati ed offesi per il comportamento della Cgil e dei suoi sostenitori, che negli ultimi giorni, superando ogni sopportabile limite dell'umana e civile decenza, hanno offeso la Croce Verde e con essa tutti i volontari, prima muovendo ingiustificate accuse e poi arrivando ad affiggere offensivi manifesti.
La Croce Verde si vede ora costretta a tutelare la propria immagine e soprattutto la propria dignità, riservandosi quindi di agire di conseguenza e di richiedere un risarcimento commisurato alle offese ricevute.